Alice è tornata - Giuseppe Salzano - medico - scrittore Castellabate

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Alice è tornata



Bentornata Alice! Di Tiziana Santarsiero è il libro dell’inquietudine, del senso di vuoto che ti coglie all’improvviso per non lasciarti più. La tematica, inevitabilmente, attrae e al contempo respinge, in un’ambivalenza di sentimenti facile da sperimentare, ma difficile da sostenere. Comunque affascina. I protagonisti, Tiziana, Meri, il Cappellaio matto, la Lepre marzolina, Piripipù, Bindolo Rondolo, Ramni e quanti altri ruota nel loro entourage esprime nei vissuti e nei comportamenti il vuoto dell’anima, che corrode la loro vita di uomini e donne mai cresciuti, che ancora confidano nella magia dell’essere e forse nell’amore, quello vero, appagante e risolutivo di ogni angoscia. Il benessere, il successo, l’agiatezza non sono sufficienti per vincere il magone che attanaglia tutti loro ogni giorno di più. Forse sono felici ma non ne hanno assolutamente la consapevolezza, pertanto si arrovellano tra luoghi comuni e improvvisi, quanto stanchi, slanci vitali.L’eterno conflitto tra ragione e sentimento appare in tutta la sua drammaticità e la sua ambiguità. In questo continuo gioco delle parti l’unico elemento concreto e stabilizzante è rappresentato dall’interlocutore, il fratello, vicino e lontano al contempo, che attraversa l’esistenza di Tiziana e dei suoi amici, assillati da mille e più insoddisfazioni. Riesce col suo esempio e con la sua determinazione a godersi ogni attimo del giorno a dare voglia di essere a chi è fermamente convinto che nulla di positivo possa ancora accadere. In sostanza diviene il faro di riferimento per naviganti esausti, sballottati dalle onde, portandoli a scoprire la magia della vita, nella sua semplicità e nel suo quotidiano.Come dice John Lennon: La vita è ciò che ti accade mentre tu sei impegnato a fare altri progetti.Poche sono le pause che l’autrice concede, molti invece gli input per osservare, capire e indagare su tutto quanto riguarda i protagonisti, messi a nudo nella loro fragilità, quasi scorticati, mentre percorrono inconsapevolmente il margine del baratro reale e metaforico del mai vissuto.Riesce a utilizzare con maestria un proprio linguaggio, agile e gradevole, nell’espressione del flusso degli eventi e nello scorrimento del tempo narrativo.A un certo punto ci dice:“La difficoltà di farmi comprendere dagli altri e la difficoltà degli altri di comprendermi, sono errori da dividere a metà.”L’autrice ci porta con mano a riflettere su di lei e su noi stessi. Non sempre però questo è piacevole, talora anzi è inquietante.Le vicende di Tiziana diventano, sotto lo sguardo del lettore, una storia raccontata con stile sicuro che si accompagna a soluzioni di struttura che ne fanno un lavoro letterario maturo. E’ in definitiva un libro avvincente, capace di coinvolgere con una storia di rara potenza narrativa.




Giuseppe Salzano

 
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