Lizzie Siddal - Giuseppe Salzano - medico - scrittore Castellabate

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LA SINDROME DI OFELIA

Ofelia è l’affascinante figlia di Polonio, consigliere di corte del re di Danimarca, e sorella di Laerte, giovane cavaliere dai nobili ideali. Il suo ruolo nella celeberrima tragedia di William Shakespeare è quello della vittima degli eventi: delusa da un amore non corrisposto per il controverso principe Amleto e divenuta folle per l'assassinio del padre ad opera dello stesso, concluderà la sua breve e infelice esistenza annegando in un corso d'acqua. Scatenerà così l'odio e la vendetta del fratello Laerte che, sopraffatto dal rancore, sfiderà a duello l'ingrato principe e troverà la morte. La “Sindrome di Ofelia” può sicuramente essere definita come una condizione clinica alquanto complessa e piuttosto rara che colpisce prevalentemente persone molto sensibili e suggestionabili. È di più frequente riscontro nel sesso femminile. È caratterizzata da un insieme di segni e sintomi quali deflessione del tono dell'umore, pensieri e comportamenti suicidari, spunti di autodistruzione o di annullamento, disturbi del ritmo sonno veglia, attacchi di panico, tachicardia, vertigini, allucinazioni, confusione, senso di inadeguatezza, dipendenza dagli altri, che vengono enfatizzati, intenso desiderio per persone e/o cose che non si possono avere, per molteplici motivi, un forte senso estetico.


 
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