Il nuovo libro di Giuseppe Salzano

Un viaggio può cominciare da un luogo, da una persona, da una storia. E può continuare molto tempo dopo, tra le pagine di un libro.

Nei libri di Giuseppe c’è soprattutto il suo amato Cilento — non uno sfondo, ma una presenza: i luoghi, le persone, i personaggi e le storie che ha incontrato negli anni, con la stessa attenzione di sempre. E ci sono gli amici, tanti, con cui ama condividere il tempo, le scoperte, le conversazioni, quella parte bella della vita che spesso diventa ricordo.

Poi ci sono i viaggi, numerosissimi. Città, paesaggi, incontri, atmosfere. Da molti di questi sono nate poesie, spesso accese da un’emozione improvvisa — qualcosa che ha visto, e che ha sentito il bisogno di trasformare in versi.

Perché un luogo, per Giuseppe, non è soltanto quello che gli occhi vedono. È quello che rimane dentro.

Un volto.
Una voce.
Un paesaggio.
Un’amicizia.
Un’emozione.
Qualcosa che vale la pena ricordare.

Tra tante presentazioni, una sola è diventata rito: il 13 agosto, a Santa Maria di Castellabate. Da oltre dieci anni, la stessa data, la stessa attesa, mai la stessa storia.

E qui comincia il viaggio tra i suoi libri.

C’è un’estate, nel Cilento, che sembra non essersi mai davvero conclusa: quella del Lido Santa Maria, anni Settanta, tra sogni giovani e voci che oggi tornano solo nella memoria. Tra quei ragazzi c’è anche Vincenzo — per tutti, “Vicio” — dentro un romanzo che intreccia realtà e finzione, ricordo e immaginazione.

Ci sono luoghi che traboccano di voci, di passi, di giorni. Pareti che ricordano tutto senza chiedere mai il perché di tempi passati. Le case di pietra, coi tetti inclinati, sussurrano storie. Bisogna ascoltarle.

Tratta da “Oltre” di Giuseppe Salzano

17 luglio 2026 ore 21.30

Un viaggiatore, un paese che sale verso il cielo, giorni scanditi come pagine: la sera, il mattino, ancora la sera. Tra vicoli stretti come antichi corridoi, ulivi che sanno aspettare e leggende che dormono sotto la pietra, il diario raccoglie ciò che resta quando il passo si fa lento.

La sera scivolò su Pisciotta come una carezza lenta. Il viaggiatore […] si ritrovò a camminare senza sapere esattamente dove stesse andando. I vicoli si stringevano e si aprivano come antichi corridoi, e ogni svolta sembrava offrirgli un nuovo frammento della sua stessa storia.

tratto da ” IL RESPIRO DI PISCIOTTA”

Un diario che rallenta il passo: per guardare, per ascoltare, per lasciarsi attraversare dai luoghi.

Castello dell’Abate. Santa Maria di Castellabate. Centro Storico

“Quel terrazzo proteso sul mare,[…] poteva essere per chiunque un ottimo punto di osservazione per scoprire e seguire le tante storie che si intrecciavano da sempre in paese ma a Vittoria non interessavano le storie altrui. Affatto. Sin da bambina era interessata a un’unica storia: quella della sua famiglia.”

 Tratto da “…e un tocco di verde” di Giuseppe Salzano

Cosa resta di noi nei luoghi che ci hanno visto crescere? Chi siamo, davvero, quando impariamo a guardare con occhi nuovi? Quando cambiano gli occhi, cambiano anche i luoghi.  “…e un tocco di verde”- una storia che parla piano, ma resta dentro. È la storia di Donna Vittoria, presenza silenziosa e profonda, bambina e nonna, anima viva di una casa che cambia volto come cambiano le persone che la abitano. Nato da una necessità interiore, questo racconto è un invito al confronto, all’ascolto di ciò che ci portiamo dentro. Se ami le storie che non urlano, ma che ti sfiorano l’anima, leggilo…resterai affascinato.